Da venerdì 12 giugno 2026, è accessibile, in modalità parziale, la piattaforma del GSE attraverso cui le imprese gestiranno tutte le comunicazioni obbligatorie per accedere all'iperammortamento 2026. Per i team IT, produzione e industrial engineering è il momento in cui pianificazione degli investimenti, interconnessione 4.0 e documentazione tecnica devono allinearsi davvero.
Iperammortamento 2026-2028: i punti fermi
Le tre comunicazioni GSE spiegate a chi gestisce impianti e dati
Checklist: cosa preparare prima di accedere alla piattaforma
L'iperammortamento 2026-2028 maggiora il costo fiscalmente deducibile dei beni strumentali nuovi legati alla trasformazione digitale e all'efficienza energetica. Riguarda gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 ed è aperto a tutti i soggetti titolari di reddito d'impresa, a prescindere da dimensione e forma giuridica.
Rientrano nel perimetro agevolabile i beni materiali e immateriali 4.0, macchine interconnesse, sistemi MES/MOM, soluzioni IoT, sistemi di monitoraggio e controllo, software di fabbrica, oltre agli impianti per l'autoproduzione da fonti rinnovabili. Le aliquote restano organizzate a scaglioni:
Per un'azienda manifatturiera, questo si traduce nella possibilità di pianificare progetti complessi, macchine, sensori, sistemi MES, monitoraggio energetico, sfruttando una leva fiscale rilevante.
Per approfondire leggi anche: "Decreto attuativo iperammortamento 2026: cosa cambia davvero e perché il MES diventa strategico"
Con il decreto attuativo, la gestione dell'iperammortamento passa al GSE (Gestore dei Servizi Energetici), che mette a disposizione una piattaforma telematica dedicata per l'intero iter dell'agevolazione. Gli aspetti chiave da tenere a mente sono tre:
Per chi si occupa di produzione, questo significa una cosa molto concreta: il modo in cui vengono descritti gli impianti, codificati i beni, progettata l'interconnessione e organizzata la documentazione tecnica diventa decisivo per evitare blocchi e richieste di integrazione da parte del GSE.
L'accesso all'agevolazione passa attraverso tre comunicazioni obbligatorie sulla piattaforma GSE.
1. Comunicazione preventiva: prenotare l'agevolazione
È il primo step già gestibile online da oggi. Va inviata prima del completamento dell'investimento per ciascuna struttura produttiva coinvolta e deve riportare i dati identificativi di impresa e stabilimento, la tipologia di beni (macchine 4.0, sistemi digitali, impianti energetici), l'importo previsto dell'investimento con il calcolo della maggiorazione, e le date previste di entrata in funzione e di interconnessione. Il GSE verifica la disponibilità delle risorse e comunica l'esito: solo dopo l'ok la prenotazione diventa valida.
Questa fase richiede già una visione chiara dell'architettura futura: quali beni saranno interconnessi, con quali sistemi (MES, ERP, SCADA, piattaforme IoT) e con quali tempistiche realistiche.
2. Comunicazione di conferma: l'investimento è partito
Va inviata entro 60 giorni dall'esito positivo della preventiva e dopo il pagamento di un acconto minimo del 20% per ciascun bene agevolato, riportando data e importo del pagamento e i dati identificativi di fatture e contratti collegati.
Se i contratti prevedono fasi di fornitura distinte per sistemi MES e macchine, è il momento giusto per condividere con amministrazione e finanza un cronoprogramma coerente con le scadenze GSE.
3. Comunicazione di completamento: l'interconnessione sotto la lente
Va inviata a investimento completato e dopo l'avvenuta interconnessione dei beni al sistema aziendale o alla rete di fornitura, comunque entro il 15 novembre 2028 (con possibile proroga di 20 giorni in caso di richiesta di integrazione). Richiede di dichiarare il completamento degli investimenti e la messa in funzione, l'avvenuta interconnessione dei beni 4.0 ai sistemi di fabbrica (MES, ERP, sistemi di monitoraggio, rete di fornitura) e di allegare perizie tecniche asseverate e certificazioni contabili.
Qui il contributo tecnico è decisivo: la perizia descrive architettura, flussi dati, livelli di automazione e integrazione, oltre alla capacità del sistema di scambiare informazioni bidirezionali con il resto dell'infrastruttura IT/OT.
Con l'apertura, anche solo parziale, della piattaforma:
In altre parole, da oggi fa fede ciò che l'azienda dichiara al GSE su impianti, sistemi e interconnessioni. Allineare fin da subito progetto tecnico e descrizione formale è il modo migliore per evitare richieste di integrazione, ritardi o contestazioni.
Per arrivare pronti, IT e produzione possono lavorare insieme su quattro punti.
1. Mappatura di asset e sistemi Elenco aggiornato di macchine e linee oggetto di investimento, con codifica coerente con gestionale e manutenzione; mappa dei sistemi digitali coinvolti (MES/MOM, ERP, SCADA, IoT, monitoraggio energetico); identificazione dei punti di interconnessione (protocolli, gateway, edge device, OPC-UA, API).
2. Architettura di interconnessione "4.0-ready" Diagrammi aggiornati dell'architettura IT/OT che mostrino come i nuovi beni si integrano con i sistemi esistenti, con la descrizione funzionale dei flussi dati: cosa viene raccolto (parametri di processo, stati macchina, consumi energetici), con quale frequenza e per quali utilizzi (OEE, manutenzione, energy management).
3. Documentazione per perizia e controlli GSE Dossier tecnico per ciascun investimento (schede tecniche, manuali, configurazioni, layout di linea, logiche di automazione già disponibili), evidenze concrete dell'interconnessione (report MES, esempi di tracciabilità, scambi dati con ERP o con fornitori/clienti) e un confronto anticipato con il revisore o il perito per evitare rilievi a ridosso della comunicazione di completamento.
4. Cronoprogramma integrato tecnica-fiscale Un piano che incrocia le milestone tecniche (installazione, collaudo, interconnessione) con quelle GSE (preventiva, conferma, completamento), verificando che tutto possa concludersi entro il 15 novembre 2028.
Con il nuovo impianto normativo, il beneficio non dipende solo dall'acquisto del bene, ma dalla capacità dell'impresa di dimostrare che l'investimento fa parte di un sistema digitale integrato, interconnesso e misurabile. Sono proprio i team che progettano l'architettura IT/OT, definiscono i flussi dati e gestiscono quotidianamente linee, MES e strumenti di monitoraggio a rendere possibile tutto questo.
Una progettazione 4.0-by-design fin dall'inizio semplifica il lavoro del perito nella stesura delle relazioni tecniche, la compilazione delle comunicazioni sulla piattaforma GSE e gli eventuali controlli documentali successivi.
I progetti di digitalizzazione di fabbrica, MES/MOM, monitoraggio in tempo reale, integrazione IoT, digital twin di impianti e linee, sono abilitatori concreti per rendere gli investimenti pienamente agevolabili nel quadro dell'iperammortamento 2026.
In collaborazione con Fi Group, partner di finanza agevolata, Qualitas affianca le imprese per:
Con l'apertura della piattaforma GSE è il momento giusto per far sedere allo stesso tavolo IT, produzione e amministrazione/finanza e trasformare i progetti di innovazione in un'opportunità fiscale concreta.
1. Da quando è possibile inviare le comunicazioni alla piattaforma GSE?
La piattaforma è accessibile in modalità parziale a partire dal 12 giugno 2026, con priorità alle funzioni legate alla comunicazione preventiva. Le altre sezioni vengono attivate progressivamente nelle settimane successive.
2. Cosa serve per inviare la comunicazione preventiva?
I dati identificativi di impresa e stabilimento, la tipologia di beni oggetto di investimento (macchine 4.0, sistemi digitali, impianti energetici), l'importo previsto e il calcolo della maggiorazione, oltre alle date previste di entrata in funzione e di interconnessione.
3. Quali documenti tecnici è utile preparare già da ora?
Una mappatura aggiornata di asset e sistemi, i diagrammi dell'architettura IT/OT, la descrizione dei flussi dati e un dossier tecnico per ciascun investimento (schede tecniche, layout, configurazioni). Questi materiali servono sia per le comunicazioni GSE sia per la perizia tecnica asseverata.
4. Quando deve avvenire l'interconnessione dei beni 4.0?
Entro la comunicazione di completamento, da inviare a investimento concluso e comunque entro il 15 novembre 2028, con possibile proroga di 20 giorni in caso di richiesta di integrazione da parte del GSE.
5. Perché coinvolgere subito il fornitore del MES?
Coinvolgere il fornitore nelle fasi iniziali permette di progettare l'interconnessione in modo coerente con i requisiti del decreto, allineare il cronoprogramma di progetto alle scadenze GSE e impostare da subito la raccolta dei dati necessari per la perizia e per le comunicazioni.
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Articolo redatto da Team Content Qualitas Spa