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L’IA nelle aziende. Cruciale la qualità dei dati

Scritto da Tesposito | May 25, 2026 2:16:32 PM

L'IA nelle aziende Cruciale la qualità dei dati

Sergio Gasparin, AD di Qualitas: «Ormai il contenuto informativo legato alla produzione vale quanto il prodotto stesso»

CINZIA ZUCCON

Dal nastro da ufficio alla manifattura intelligente. Qualitas, oggi partner di Improsoft Group, in 40 anni è diventata la software house di riferimento per la smart manufacturing, con 110 dipendenti, 7 sedi in Italia, oltre 10 milioni di fatturato e un fiore all'occhiello: NetPro, primo Mes - sistema di esecuzione della produzione - made in Italy e in continua evoluzione. L'azienda di Vicenza ha appena presentato, al meeting dei fornitori, Minerva 5.0, la piattaforma che porta l'IA in azienda per trasformare i dati in decisioni strategiche. L'amministratore delegato Sergio Gasparin ci racconta come l'IA cambierà la fabbrica e il mondo del software.

La bassa produttività e le catene di fornitura restano i punti critici delle imprese. Da dove si parte per affrontarli con gli strumenti digitali?

Non è la tecnologia in sé a fare la differenza, ma la qualità dei dati. Una base affidabile, correlata e aggiornata in tempo reale è la premessa di qualsiasi ecosistema digitale. Il 90% delle imprese si affida ancora a Excel, ma i dati restano isolati e non diventano mai patrimonio aziendale. Industria 4.0 ha sancito un cambio di paradigma: il contenuto informativo legato alla produzione vale quanto il prodotto stesso. Capire le cause dei fermi macchina, i micro-stop e i problemi di sincronizzazione consente di intervenire con precisione. L'IA dà il meglio di sé quando i dati sono affidabili. Il percorso è in tre passi: prima si consultano gli eventi accaduti, poi si automatizzano le operazioni ripetitive; infine, ed è qui che si genera la vera differenza, l'IA analizza i dati, evidenzia colli di bottiglia e suggerisce dove migliorare.

A che punto è la nuova piattaforma gestionale con IA integrata?

Il primo livello è già operativo. Quello successivo consentirà di interrogare il sistema su quanto accaduto il giorno prima, analizzare gli indici di efficienza e ricevere suggerimenti proattivi: per esempio, segnalare che una macchina in un certo reparto sta rallentando.

Quali sono i vantaggi concreti del Mes?

I clienti che hanno adottato in modo strutturato il Mes mostrano miglioramenti significativi: l'efficienza delle macchine è cresciuta tra il 6% e il 10%, la produttività tra il 10% e il 15%, il livello di servizio al cliente fino al 30-50%, con un quasi totale azzeramento della carta.

Sul fronte energetico, cosa cambia con l'integrazione dell'IA?

Mettere sotto controllo il dato energetico significa usarlo come leva competitiva passando da un consumo inconsapevole a uno gestito. L'energia diventa uno dei parametri di produzione; oggi è già possibile monitorare i consumi per macchina, identificare i picchi e diventerà sempre più predittiva, ottimizzando l'impiego delle fonti rinnovabili.

Più dati e macchine connesse significano più rischi. Come proteggersi?

La sicurezza assoluta non esiste: gli hacker saranno sempre un passo avanti. Ma non bisogna bloccare l'evoluzione aziendale per paura; l'obiettivo è governare costantemente il rischio, e lo facciamo già grazie a continui aggiornamenti della piattaforma.

Com'è cambiato il mondo del software e che ruolo avranno gli sviluppatori quando è l'IA a scrivere il codice?

Negli ultimi due anni l'IA ha trasformato il nostro modo di lavorare: con lo stesso organico prodiciamo il triplo, con meno bug, perché il tempo liberato è dedicato ai test. Presto il programmatore definirà i modelli logici e sarà l'IA a generare il codice. Il suo ruolo si posterà verso l'educazione e il controllo dei sistemi: resterà indispensabile per evitare danni da un sistema che si autoalimenta con dati sbagliati.

Se la svolta arriverà con i gestionale con l'IA integrata, che impatto possiamo aspettarci su produttività e occupazione nelle aziende manifatturiere?

L'intuito umano, la capacità relazionale e di creare connessioni restano insostituibili. Spariranno i lavori ripetitivi legati all'inserimento manuale dei dati, cresceranno le figure che analizzano e gestione dei processi. Il filtro umano resterà indispensabile almeno per i prossimi dieci anni. Con una piena adozione dell'IA si raggiungibile un aumento di produttività del 25% in dieci anni, ma dipenderà dalle scelte delle aziende. Le decisioni guidate dai dati saranno il vero discrimine competitivo, anche per le Pmi.

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