Dalla sicurezza all’AI, fino a una nuova esperienza d’uso sempre più a misura di fabbrica. Con Minerva 5.0 prende forma una nuova tappa nell’evoluzione di NET@PRO. Ne parliamo con Paolo Sbalchiero, Business Unit Manager NET@PRO di Qualitas. partendo dai primi risultati per arrivare agli sviluppi già in cantiere.
Ad aprile era ancora una promessa, mentre solo cinque mesi dopo è già una consolidata realtà. Parliamo di Minerva 5.0, la nuova release di NET@PRO presentata in anteprima all’ultimo Partner Meeting.
Un passaggio importante nel percorso di evoluzione della manufacturing suite targata Qualitas. Non soltanto per le nuove funzionalità introdotte, ma per la direzione abbracciata: rendere il software progressivamente più semplice da utilizzare, più sicuro e capace di mettere informazioni e tecnologie evolute al servizio delle persone che ogni giorno devono governare la fabbrica.
«Quando abbiamo presentato Minerva avevamo costruito la nostra promessa attorno a tre pilastri: Intelligent Core, sicurezza aumentata e funzionalità evolute. Con il rilascio del 29 giugno quella promessa è diventata concreta».
A raccontare cosa significa questo passaggio è Paolo Sbalchiero, Business Unit Manager NET@PRO di Qualitas, che parte proprio dall’evoluzione dell’esperienza di utilizzo della piattaforma.
Intelligent Core: più evoluto, ma anche più semplice
Un software più completo ma senza essere più complicato. È questa la sfida alla base di Intelligent Core, il primo dei tre pilastri su cui è stata costruita Minerva 5.0.
Il progressivo passaggio dei moduli alla nuova generazione tecnologica di NET@PRO è diventato infatti l’occasione per ripensare anche l’esperienza di chi ogni giorno lavora con la piattaforma. Qualità, Manutenzione, Punto Conto Lavoro e Strumenti di misura sono stati trasferiti sulla nuova architettura, e contestualmente rivisti per rendere funzionalità e informazioni più immediate e semplici da utilizzare.
«Non abbiamo voluto fare semplicemente una traduzione tecnologica. Nel portare i moduli verso Core abbiamo cercato di renderli più completi ma, allo stesso tempo, più semplici da utilizzare».
La stessa logica guida l’evoluzione del cosiddetto motore Eventi-Azioni, che permette a NET@PRO di eseguire determinate azioni al verificarsi di specifici eventi e che con Minerva introduce anche la possibilità di gestirle la sequenza.
Dietro un’evoluzione tecnologica che guarda lontano c’è quindi un obiettivo molto vicino: ridurre la complessità per chi utilizza NET@PRO e rendere più naturale e immediata la gestione quotidiana dei processi di fabbrica. Un percorso che proseguirà nei prossimi mesi con il progressivo completamento del passaggio alla nuova tecnologia Core.
Sicurezza: proteggere il software per salvare la produzione
C’è però un secondo elemento che assume un peso sempre maggiore. Ed è probabilmente quello che le imprese considerano oggi il principale motivo per mantenere costantemente aggiornato un sistema MES: la sicurezza.
Con Minerva 5.0 Qualitas ha aggiornato diversi componenti tecnologici che lavorano “sotto il cofano” di NET@PRO, intervenendo sull’architettura software e introducendo nuove funzionalità per la protezione e la gestione dei dati, come la storicizzazione attraverso backup automatici del database delle configurazioni (mongodb) e la possibilità di ripristino.
È stato inoltre completato il lavoro sull’Updater, lo strumento che consente di gestire gli aggiornamenti del software in maniera automatizzata.
Ma dietro agli aspetti tecnici c’è una questione estremamente concreta.
«Pensiamo a cosa accade quando un’azienda viene colpita da un attacco informatico che coinvolge il MES: il rischio è che non riesca più a produrre o a spedire. L’impatto può essere enorme. Per questo oggi non basta avere un’infrastruttura tecnologica sicura: anche il software che governa la produzione deve essere costantemente aggiornato».
È un tema che coinvolge interlocutori differenti all’interno della stessa azienda. L’IT guarda naturalmente alla protezione dell’infrastruttura e dei sistemi; chi governa Operations e produzione vede la stessa esigenza da un’altra prospettiva: garantire che la fabbrica continui a funzionare.
«Sono due facce della stessa medaglia. Ed è per questo che considero la sicurezza il primo vero driver che dovrebbe spingere un’azienda a far fare il salto di qualità al proprio ecosistema digitale. Scegliendo Minerva di NET@PRO».
Dall’AI al Sinottico: le nuove funzionalità entrano in fabbrica
Il terzo pilastro di Minerva 5.0 è quello immediatamente più visibile per gli utilizzatori: le funzionalità evolute.
Tra queste entra per la prima volta in NET@PRO un Assistant basato sull’intelligenza artificiale, attraverso il quale l’utente può interrogare direttamente il sistema per ottenere informazioni sul prodotto.
La risposta viene modulata anche in funzione di chi pone la domanda: più operativa per l’utilizzatore finale, più tecnica per chi amministra il sistema. E i primi effetti sono già misurabili nella quotidianità.
«Abbiamo già visto diminuire alcune richieste che arrivavano all’assistenza, perché il cliente può trovare direttamente nella piattaforma le informazioni di cui ha bisogno. È un vantaggio per noi, naturalmente, ma soprattutto un doppio vantaggio per l’azienda: l’utilizzatore trova subito le risposte, e lavorando in modo più mirato riduce i tempi di supporto».
Accanto all’Assistant arriva poi il nuovo Planner Core, che riunisce all’interno della stessa interfaccia le informazioni relative alla pianificazione dei progetti e agli incarichi. Anche se il vero grande protagonista della rivoluzione Minerva è il Sinottico di fabbrica.
In pratica, una sorta di tela digitale sulla quale può essere riprodotto, per esempio, il layout produttivo dell’azienda e sovrapposto a differenti livelli informativi: produzione, manutenzione, qualità e, potenzialmente, anche logistica.
«È uno degli strumenti che stanno ottenendo i riscontri più interessanti. Il responsabile Operations, il reparto o la direzione possono accedere allo stesso strumento e trovare informazioni differenti in funzione del proprio ruolo. Questo permette di capire in maniera molto più immediata qual è lo stato della fabbrica».
Intelligenza artificiale, ma senza rincorrere le mode
L’ingresso dell’AI in NET@PRO apre inevitabilmente anche una prospettiva più ampia. Oggi l’intelligenza artificiale è diventata una presenza quasi obbligatoria nella comunicazione di qualsiasi software. Ma per Qualitas il punto va ben oltre la possibilità di poter dichiarare NET@PRO un software AI.
L’obiettivo di Qualitas infatti è trasformare una leva commerciale in un vantaggio reale all’interno della fabbrica.
«Ci stiamo muovendo forse in maniera meno vistosa rispetto a chi fa grandi proclami, perché vogliamo prima capire bene dove l’AI possa generare realmente valore per le aziende. In una fabbrica non possiamo dimenticare che un’intelligenza artificiale può anche produrre informazioni sbagliate: e qui un errore può creare problemi a cascata».
La direzione scelta è quindi quella di un’AI inserita in un ambiente strutturato e controllato, alimentata da informazioni affidabili e utilizzata come supporto alla persona, non come sua sostituzione.
«La nostra esperienza ci dice che la fabbrica non si muove in autonomia. La persona rimane necessaria: magari ieri svolgeva direttamente un’attività, oggi raccoglie le informazioni e domani sempre di più le verificherà. È questa la linea che vogliamo seguire».
Una scelta coerente con il percorso storico di NET@PRO: utilizzare la tecnologia per aumentare la capacità delle persone di comprendere ciò che accade nei processi produttivi e prendere decisioni migliori.
Uno standard “personalizzabile”, che cresce insieme alle fabbriche
È proprio qui che Minerva 5.0 si ricongiunge a una delle scelte che hanno maggiormente segnato la storia recente di NET@PRO: sviluppare un prodotto preconfigurato, ma scalabile e customizzabile in autonomia, in linea anche con le possibilità delle imprese che possono scegliere le funzioni più adatte al proprio personale progetto d’innovazione.
«Quando riceviamo un’esigenza che il software ancora non copre, valutiamo di svilupparla e renderla disponibile a tutti. Poi sta alla singola azienda valutare quali attivare dei tantissimi moduli disponibili, a seconda delle caratteristiche dell’impresa. È ciò che ci permette di continuare a evolvere il prodotto e, allo stesso tempo, garantire gli aggiornamenti automatici e portare le novità, comprese quelle legate alla sicurezza, a tutta la nostra base clienti».
Una scelta che rende la stessa architettura disponibile tanto alle realtà più piccole quanto alle organizzazioni più strutturate e consente al prodotto di evolvere con continuità, incorporando progressivamente l’esperienza maturata nelle fabbriche.
Minerva 5.0 rappresenta oggi la tappa più recente di questo percorso. Una release che introduce nuove tecnologie, ma soprattutto prova a trasformarle in qualcosa di immediatamente utilizzabile: più sicurezza, informazioni più accessibili e strumenti più efficaci per capire ciò che sta accadendo in produzione.
E il percorso è appena iniziato.
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